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VILLA LITTA >>
CITAZIONI STORICHE
STENDAHL, Marie Henri Beyle
(Grenoble 1783-Parigi 1842)
Scrittore francese
ROME, NAPLES
et FLOR ENCE en 1817
Parigi 1817 (ed. consultata, Bari, Laterza, 1974), p. 15
"Leinate, un giardino pieno di elementi architettonici, di proprietà del Duca
Litta,
mi è piaciuto
Conviene guardarsi bene dal passeggiare soli a
Leintate; il giardino
è pieno di getti dacqua fatti apposta per inzuppare gli spettatori.
Posando il piede sul primo gradino di una certa scala, sei getti dacqua mi sono
schizzati tra le gambe".
VINCENZO
SCAMOZZI
Architetto, ingegnere idraulico
Seguì il Palladio, il Sansovino e il Serlio
IDEA
DELLARCHITETTURA UNIVERSALE
Ve 1615, parte I, libro III, cap. XXVIII, p.343:
"Non meno di honorevolezza, che di comodità, e bellezza apportano le fontane, che si
fanno per via di Loggie, e Portici, e Stanze, e Grotti Portici sotto, e sopra in terra in
volto, e selicate de Ciottoli, e rinvestite, de Tuffi, & altre materie impetrite
in varie forme dalla Natura: e poi adornate quà e là di Nicchij con Statue di pietra, e
talhor di metallo; le quali per via di spilli gettino, e spruzzino le acque, come si
trovano in molte Vigne di Roma, e ne Giardini e Palazzi di Genova, e del Conte Paolo
Simonetta presso Milano, e del Conte Fabio Visconte a Lainate, e del Marchese Pompeo
Litta, à Traincinese; ma tutti in piano.
"
GALEAZZO GUALDO PRIORATO
RELAZIONE
DELLA CITTA DI MILANO
Mi 1666; p. 151:
"Leinate col sontuoso, & a meraviglia vago palazzo del Conte Pirro Visconte
Borromeo, con giardini, fontane, giuochi dacque, & altre delitie non inferiori a
qualsiasi altro luogo dItalia, tanto più osservabile, quanto che in un paese privo
dacque naturali, con mirabile arteficio se ne cavano tante da un profondo pozzo, che
servono à render il casamento istesso tutto dentro fontane. Non viene alcun Principe, ò
Signor grande a Milano, che non vada, allettato dalla curiosità, à veder questo
bellissimo luogo, e nissun di là parte senza restar soddisfatto, & ammirato insieme
della splendidezza con la quale dal Conte (Pirro II Visconti Borromeo), o suoi Agenti
viene trattato essendo sempre stato albergo de Principi, e gran Signori.
Vi alloggiò la Regina di Spagna, il Cardinale Infante, i Duchi di Mantova, & altri
Principi più volte, tutti regalmente accolti dalla generosità desso Conte
Pirro".
CESARE CANTU
(Brivio, CO 1804 Milano 1895) storico
STORIA DI
MILANO E SUA PROVINCIA
Milano 1857, vol. 1, p. 616
Per amena stradicciula, dopo due miglia, lasciando a destra Passirana presso il
Lura,
giungi a Lainate, situato fra il Lura e il Buzzente, e il cui territorio è attraversato
dal cavo Diotti. Questo paese trae fama dalla principesca villa, cominciata dagli
Arese,
sul principiare del 1600 a disegno di Francesco Brambilla, proseguita dai Visconti, poi
dai loro eredi duchi Litta. Il palazzo, non compiuto, è ornato di pregevoli quadri, fra
cui un S. Paolo di Daniele Crespi. Vastissimo è il giardino, diviso in quattro grandi
scomparti: il primo, destinate alle stufe ed ai parterri, e al centro un bacino ornato di
otto statue, e di altrettanti gruppi di puttini che gettano acqua. Delle stufe, quella
degli ananas fu da alcuni anni costrutta con tutte le diligenze che richieggono così
fatti edificj. Nel secondo, offre graziosa ombra un boschetto, donde si passa al frutteto,
in mezzo a cui è un gruppo colossale di tritoni, che versano acqua nel sottoposto bacino,
e sorreggono un Nettuno. Segue nel terzo un ricinto, consacrato alle feste villerecce,
ové un Adone di Marcantonio Prestinari. Indi per una selvetta sentra nel palazzo
delle fontane, luogo fabbricato rettangolare, dimezzato da una rotonda, su cui
sinnalza un maestoso terrazzo con due bracci sporgenti. Prestigioso è
laspetto di questo palazzo, massime quando se ne veda zampillar lacqua da ogni
parte e in lunghi scrosci, o in minutissima pioggia. Statue di bronzo, di marmo, di
plastica fra le quali ce nè di colossali, bassorilievi, busti,
puttini, ne fregiano
le due fronti e le ale, ove in ampie sale, incrostate di mosaico, sono raccolte
anticaglie, produzioni naturale e scolture.
Ultime vengono le grotte, molteplici andirivieni tappezzati di tufo, che apprestano
amabile frescura, e presentano effetti singolari dombre e di luci.
SIMON
VOUET
(Parigi 1590-1649)
Pittore, per molti anni operò in Italia, ritornato a Parigi diventò primo pittore di Luigi XIII
Lettera ad ignoto membro della famiglia
Doria, pubblicata da A. BREJON
DE LAVERGNEE
SIMON
VOUET A’ MILAN EN 1621:
UNE
LETTRE INEDITE DE L’ARTISTE FRANCAIS”, in “REVUE DE L’ART”
n. 50/1980,pp. 58-65:
“Il
sig.re Conte Fabio (Visconti Borromeo, primogenito di Pirro I Visconti
Borromeo) mi a estato di maggior favore che nisono de gli Altri, mi fecce
grati di mandarmi a Lina (Lainate) dintro una delle sue Carose donde io
vide Al mio favore Artificio di Acque tuto quelo che si pol Veder le
pitture di Camilo Porcacini più belle che in nisonno Altro loro di
Millano et di più regalato di maniera che io restai confuso, vidi gli sui
tre quadre di Corregio le quali sonno tanto belli che mi basto quella parola
di bello non podendo dire di più”.
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